Ernesto Galli della Loggia è uno storico italiano nato a Roma il 18 luglio 1942, editorialista del Corriere della Sera dal 1992 e tra gli intellettuali più influenti del dibattito pubblico italiano. Professore emerito e studioso dell’identità nazionale, i suoi libri — da La morte della patria a Il tramonto di una nazione — hanno ridefinito il modo in cui l’Italia parla di sé.
Profilo essenziale
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Nome completo | Ernesto Galli della Loggia |
| Data di nascita | 18 luglio 1942 |
| Età | 84 anni |
| Luogo di nascita | Roma |
| Professione | Storico, editorialista, professore emerito |
| Formazione | Laurea in Scienze politiche, Università La Sapienza di Roma (1966) |
| Incarichi accademici | Professore ordinario a Perugia (dal 1987), preside della Facoltà di Filosofia del San Raffaele di Milano (2005-2007) |
| Editorialista | Corriere della Sera (dal 1992); in precedenza La Stampa ed L’Espresso |
| Opere principali | La morte della patria (1996), L’identità italiana (1997), Il tramonto di una nazione (2017) |
La formazione
Galli della Loggia studia Scienze politiche alla Sapienza di Roma negli anni Sessanta e si laurea nel 1966. Si forma negli ambienti della sinistra non comunista: in un’intervista del 2012 ha raccontato di aver votato il Partito Comunista Italiano “fino a metà degli anni Settanta”, per poi convincersi, “negli anni di piombo, che il terrorismo era il punto di arrivo dell’ideologia leninista”. Dopo la laurea è ricercatore a Torino presso la Fondazione Luigi Einaudi, dove approfondisce il rapporto tra banca e industria nello sviluppo economico italiano. Come documenta la voce a lui dedicata su Wikipedia, nel 1978 entra nella direzione di Mondoperaio, la rivista fondata da Pietro Nenni, e nel 1984-85 dirige il mensile Pagina.
La cattedra e gli studi sull’identità nazionale
Dal 1972 al 1975 insegna Storia economica italiana all’Università di Siena, poi Storia contemporanea a Perugia, dove nel 1987 diventa professore ordinario di Storia dei partiti e dei movimenti politici. Dal 2005 al 2009 è professore di Storia contemporanea e preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e in seguito professore emerito presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane.
È in questi anni che matura il suo tema centrale: il rapporto tra memoria, identità e nazione. Nel 1995 fonda il mensile Liberal, che dirigerà fino al 1998, e per la casa editrice il Mulino dirige la collana “L’identità italiana”.
La morte della patria: la tesi che ha diviso l’Italia
Il libro che lo rende noto al grande pubblico è La morte della patria (Laterza, 1996): un saggio che denuncia la rimozione dell’idea di patria dalla cultura politica italiana del dopoguerra. Galli della Loggia sostiene che la memoria della Repubblica sia stata plasmata da una cultura ufficiale che ha a lungo impedito di chiamare “guerra civile” ciò che accadde tra il 1943 e il 1945 — termine sdoganato solo dopo Una guerra civile di Claudio Pavone nei primi anni Novanta. La tesi, ripresa in L’identità italiana (1997) e Miti e storia dell’Italia unita (1999), apre un dibattito storiografico e politico che dura ancora oggi.
Tra i suoi libri più recenti: Tre giorni nella storia d’Italia (2010), Pensare l’Italia (2011, con Aldo Schiavone), Europa perduta? (2014, con Giuliano Amato) e Il tramonto di una nazione (2017).
L’editorialista del Corriere della Sera
Dal 1992 firma regolarmente gli editoriali del Corriere della Sera, dopo collaborazioni con La Stampa ed L’Espresso. I suoi articoli — spesso dedicati a scuola, laicità, memoria storica e istituzioni — sono tra i più discussi e contestati del giornalismo italiano. È stato anche cofondatore e condirettore della rivista Liberal e ha diretto l’edizione italiana di Foreign Policy.
L’attività recente
Professore emerito, continua a scrivere e a intervenire nel dibattito pubblico. Il 5 dicembre 2025 è stato protagonista di una lectio magistralis su “Storia e identità nazionale” a Perugia, organizzata dall’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea: un segno che, a oltre ottant’anni, il tema che lo ha reso famoso — il rapporto dell’Italia con la propria memoria — resta il centro del suo lavoro, come testimonia la sua scheda al Festivaletteratura.
La vita privata
Sulla vita privata Galli della Loggia è sempre stato estremamente riservato: nelle interviste parla di storia, politica e cultura, e non risultano informazioni pubbliche su moglie o figli. Vive a Roma, la città dove è nato e si è formato.
Domande frequenti
Quanti anni ha Ernesto Galli della Loggia?
Nato il 18 luglio 1942, nel 2026 compie 84 anni.
Per cosa è noto Ernesto Galli della Loggia?
È uno storico ed editorialista del Corriere della Sera, noto soprattutto per gli studi sull’identità nazionale e per il saggio La morte della patria (1996).
Cosa sostiene ne La morte della patria?
Il saggio denuncia la rimozione dell’idea di patria dalla cultura politica italiana del dopoguerra e il modo in cui la memoria della Repubblica è stata plasmata dalla cultura ufficiale, a partire dal divieto di parlare di “guerra civile” per il 1943-45.
Dove insegna?
Ha insegnato a Perugia (professore ordinario dal 1987), al San Raffaele di Milano (preside della Facoltà di Filosofia, 2005-2007) e oggi è professore emerito presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane.
Cosa sappiamo
Ernesto Galli della Loggia è uno storico nato a Roma nel 1942, editorialista del Corriere della Sera dal 1992 e professore emerito. I suoi libri sull’identità nazionale, da La morte della patria a Il tramonto di una nazione, hanno segnato il dibattito italiano degli ultimi trent’anni. A 84 anni continua a scrivere e a tenere conferenze pubbliche, come la lectio magistralis di Perugia del dicembre 2025.